Tempio di Apollo d’averno

La struttura monumentale che sorge sulle rive del lago d’Averno è tradizionalmente denominata Tempio di Apollo in ragione dell’identificazione del lago stesso con la porta degli Inferi e della conseguente connessione con l’oracolo dei morti, la Sibilla cumana e il culto di Apollo. Non a caso infatti la galleria scavata nel tufo poco distante che collega l’Averno al Lucrino viene denominata Grotta della Sibilla, sempre in nome dell’affannosa ricerca delle ambientazioni virgiliane condotta durante i primi decenni del ‘900 nei Campi Flegrei. Il monumento, lontano dalla tipologia degli edifici templari, non è altro che il frigidarium di un complesso termale che si estendeva fino alle rive del lago, probabilmente per sfruttarne le acque benefiche.

La struttura, risalente al I sec. d.C., con rifacimenti di II d.C., ha pianta ottagonale all’esterno e circolare all’interno e copertura a cupola; si articola su due livelli, entrambi illuminati da ampie finestre ad arco. Si tratta di un monumento isolato, che non è stato oggetto di indagini approfondite: non è chiaro, pertanto, se possa appartenere a un complesso termale pubblico, ipotesi suggerita dalla monumentalità della struttura e dall’analogia con il cosiddetto Tempio di Venere a Baia, o un impianto privato, che doveva costituire la parte in acqua di una importante villa che doveva disporsi lungo il pendio del cratere dell’Averno, nell’immediato suburbio orientale della città di Cuma.

 

I testi e le immagini sono quelli pubblicati sul sito del Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Alcune immagini provengono dal libero dominio.