Parco Archeologico di Cuma: Antro della Sibilli

L’Antro della Sibilla è il monumento più famoso del Parco Archeologico di Cuma. l’Antro porta questa denominazioneper via della corrispondenza di alcuni elementi costitutivi con i versi di Virgilio che alludono a un luogo misterioso e oscuro con “cento bocche” dalle quali il vento faceva turbinare le foglie su cui la Sibilla scriveva i responsi, bocche che sarebbero identificabili con le aperture laterali da cui entra la luce nel monumento.
L’archeologia tuttavia ritiene il monumento essere una galleria militare scavata nel tufo a protezione del costone sud-occidentale dell’acropoli in età sannitica, tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C. Inizialmente di forma trapezoidale, in seguito, in età romana, la galleria viene modificata per assumere la forma attuale con un abbassamento del piano di calpestio. La galleria è servita da cisterne, verso le quali si indirizzava un sistema di canalizzazione delle acque piovane con tubolari in ceramica alloggiati in una canalina a forte pendenza (la canalina si può ancora vedere all’interno della galleria sul lato est). In età paleocristiana la camera terminale fu riutilizzata come luogo di culto e le cisterne come luogo di sepoltura.

I testi e le immagini sono quelli pubblicati sul sito del Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Alcune immagini provengono dal libero dominio.