Parco Archeologico di Cuma: cd Tempio di Giove

Sulla parte più alta della collina dell’acropoli svettava il tempio maggiore, un tempo attribuito a Giove, oggi alla luce di recenti ricerche e scavi attribuito ad Apollo, grazie al ritrovamento di numerose iscrizioni e di materiali votivi riferibili al culto di Apollo. Questa attribuzione concorda anche con il mito, tramandato da Virgilio, che racconta che Dedalo, al termine del volo che lo condusse da Creta in Occidente, fondò a Cuma un tempio dedicato ad Apollo sulla cima della collina che sarebbe divenuta l’acropoli della città.
Anche questo tempio, analogamente a quello della terrazza inferiore, risale almeno al VI secolo a.C. e se ne conservano i filari in grandi blocchi di tufo che compongono la parte più bassa del basamento. Saggi di approfondimento nella parte centrale, ovvero nella cella del tempio, hanno dimostrato che la struttura del tempio greco, con orientamento est-ovest e a cinque navate, fu mantenuta anche nella ristrutturazione di età romana, la cui peculiarità è costituita dalla cella cultuale, verosimilmente inaccessibile ai fedeli, dotata di finestre sui lati lunghi che consentivano una partecipazione solo parziale ai rituali sacri che avvenivano al suo interno. Anche questo tempio in età tardo-antica fu trasformato in chiesa, ancora rispettando la struttura originaria. Nella parte retrostante la cella fu realizzato un battistero, rivestito da lastre di marmi colorati, in parte ancora visibili e ricavata una piccola cappella dove probabilmente erano situate le tombe dei vescovi e le reliquie dei santi. La chiesa, dedicata a San Massimo, ebbe una grande rilevanza nell’ambito della diocesi di Pozzuoli durante tutto il medioevo e dopo la distruzione della città anch’essa, come tutti i monumenti del sito, fu spogliata dei suoi ricchi rivestimenti e arredi e alla fine abbandonata.

I testi e le immagini sono quelli pubblicati sul sito del Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Alcune immagini provengono dal libero dominio.